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Android e sicurezza, ci risiamo: l’87% dei telefoni è a rischio


Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Cambridge e in parte finanziato da Google riconosce che l’87% dei terminali in circolazione contiene vulnerabilità note, come quelle di Stagefright. I modelli Nexus sembrerebbero i più sicuri.


Pubblicato il 15 ottobre 2015 da Valentina Bernocco

Android è ancora una volta sotto i non piacevoli riflettori delle ricerche in tema di sicurezza del mobile. Questa volta a certificare il grado di rischio del sistema operativo è uno studio in parte sposorizzato dalla stessa Google e condotto da tre ricercatori dell’Università di Cambridge, secondo cui addirittura l’87% dei dispositivi in circolazione conterrebbe delle vulnerabilità già note. La percentuale è stata calcolata su ventimila smartphone Android che hanno installato e tenuto in esecuzione in background l’applicazione Device Analyzer.

In base ai dati raccolti dall’app, i ricercatori hanno assegnato diversi punteggi ai principali marchi di terminali Android (cioè a quelli la cui osservazione ha avuto rilevanza statistica). Ebbene, i modelli a marchio Nexus sono risultati i più sicuri, benché con un non esaltante punteggio di 5.2 su 10, mentre secondi e terzi si sono piazzati Lg (4/10) e Motorola (3.1/10). A seguire, con valutazioni intorno ai due punti su dieci, Samsung, Sony, Htc e Asus.

La valutazione deriva dall’incrocio di più elementi. Per ciascun modello sono state calcolate tre proporzioni: sulla presenza o assenza di vulnerabilità critiche, già note, sul dispositivo monitorato; sulla presenza o assenza della versione più recente del sistema operativo; sul numero di bug ancora non risolti dal produttore. In sintesi, è chiaro come la sicurezza o insicurezza dei terminali dipendano sia dai vendor (che possono più o meno prontamente rilasciare patch) sia dagli utenti (rapidi o pigri nell’aggiornare applicazioni e scaricare i correttivi software).





Proporzione fra i device con versioni di Android giudicate sicure (verde), forse sicure (giallo) e a rischio (rosso)



I ricercatori dell’Università di Cambridge, in ogni caso, andranno avanti con i monitoraggi per aggiornare le loro statistiche e punteggi sulla sempreverde questione dell’insicurezza di Android. Nei mesi estivi aveva tenuto banco la vicenda di Stagefright, il motore di riproduzione di contenuti multimediali utilizzato da tutte le versioni della piattaforma dalla 2.2 in poi: una sua vulnerabilità permetteva agli hacker di infettare gli smartphone attraverso un Mms (anche con il semplice invio e senza l’apertura del messaggio), andando poi alla ricerca di dati come password e numeri di carta di credito.

Fonte riportata : http://www.ictbusiness.it/cont/news/android-e-sicurezza-ci-risiamo-l-87-dei-telefoni-e-a-rischio/35673/1.html#.ViEDk738LIW